Le Signore di San Bartolo
27 Gen , 2026 - Senza categoria
Fin dai miei primi giorni al Poggio, ascoltavo con curiosità le voci che arrivavano dalla strada di San Bartolo: donne del posto con un coltellino e un cesto, chine a raccogliere erbe spontanee che più tardi sarebbero diventate un pasto semplice e buonissimo, magari ripassato in padella e accompagnato da un paio di uova fresche del pollaio.

Allora non conoscevo la parola alimurgia. Percepivo però che quello che stavano facendo non era un passatempo, ma un sapere profondo: un modo di leggere la terra e rispondere a ciò che offriva in quel preciso momento dell’anno. Quelle passeggiate erano gesti di necessità, di cura, di intelligenza silenziosa, radicati in un rapporto intimo con il territorio.
Oggi quel ricordo continua a guidare il nostro modo di vivere il Poggio. Camminiamo lentamente, osserviamo prima di toccare, raccogliamo solo ciò che è davvero necessario. Alcune zone restano volutamente intatte, per rispetto e per imparare. Foglie, fiori ed erbe diventano piatti semplici o tisane calde, preparate con quello che la stagione concede.

È un modo per restare connessi: alle donne di San Bartolo, alla terra che conoscevano così bene, e a un ritmo antico in cui nulla veniva preso senza un senso e ogni cosa aveva il suo posto.