Giugno arriva dolcemente a Poggio, portando con sé la prima vera sensazione d’estate.
Il giardino cambia quasi da un giorno all’altro.
Le margherite selvatiche iniziano a punteggiare il prato di bianco e rosa tenue,
i tulipani rosso intenso emergono silenziosamente tra il verde,
mentre i fiori di calendula si aprono lentamente sotto il caldo sole toscano.

I primi fichi compaiono sui rami,
i papaveri si muovono leggeri nel vento,
e ogni angolo del giardino sembra vivere di colori, profumi e luce.

Al mattino presto, l’aria è ancora fresca e colma del profumo di erbe aromatiche e fiori.
Nel pomeriggio il giardino diventa più caldo, più lento, riempito dal suono degli insetti, da voci lontane e dalle lunghe ombre che attraversano i sentieri.

A Poggio, questa è la stagione in cui la vita torna all’aperto.
Le finestre restano aperte fino a tarda sera,
i tavoli ricompaiono lentamente sotto gli alberi,
e il giardino torna a far parte della quotidianità —
un luogo da percorrere a piedi nudi,
da cui raccogliere con le proprie mani,
da annusare, toccare e vivere.

I fiori iniziano ad entrare in cucina insieme alle erbe aromatiche.
Calendula, fiori spontanei e foglie profumate diventano parte del ritmo della tavola,
mentre Michele attraversa il giardino in cerca di ispirazione tra colori, profumi e i primi ingredienti della stagione.
C’è qualcosa di profondamente gentile nel mese di giugno qui.
Nulla sembra avere fretta.
La terra si apre lentamente, generosamente,
offrendo giorno dopo giorno i suoi primi frutti, i suoi fiori e la sua silenziosa bellezza.
A Poggio, l’estate inizia sempre dalla terra.